"Mi chiamo Francesco Ferrieri, classe '97 originario dei Castelli Romani. 

Sono un infermiere, ma la mia storia è molto più di un semplice percorso professionale. È una storia di passione, dedizione e di un profondo desiderio di fare la differenza nella vita delle persone."

Tutto è cominciato nel 2011, quando avevo appena 14 anni. La mia vita venne scossa da un evento che coinvolse mia sorella e mi fece scoprire la Croce Rossa Italiana. Fu allora che decisi di intraprendere un percorso nel mondo del soccorso, spinto dal desiderio ardente di essere un agente di cambiamento per coloro che avevano bisogno di aiuto.
Appena compii 18 anni, cominciai la mia esperienza come soccorritore al 118 e istruttore di primo soccorso, il tutto mentre frequentavo gli studi universitari di infermieristica. A 21 anni, completai la mia formazione e iniziai la mia carriera come infermiere in Area Critica. Questo fu l'inizio di una lunga strada fatta di sfide, ma anche di gratificazioni.
Il mio lavoro mi ha spesso portato ad affrontare situazioni drammatiche, che ancora oggi mi fanno riflettere profondamente. Una di queste situazioni è rimasta impressa nella mia memoria nel corso degli anni.
Era una sera presto quando la nostra squadra venne allertata per un arresto cardiaco in un bambino di 7 anni, a cui daremo il nome di Mattia. Raggiungemmo il parco giochi in soli 5 minuti, ma il tempo non fu sufficiente per evitare la tragedia. Mattia stava mangiando quei piccoli cioccolatini colorati a forma di confetto, così amati dai bambini. Nel momento in cui vide un suo amico correre verso l'unica altalena libera, si unì alla corsa. Poi, improvvisamente, si fermò, smise di respirare e il suo volto divenne blu. Secondo la madre, fu un istante terribile. Parlando con lei, mi resi conto che tutti erano presi dal panico e dalla mancanza di formazione, commettendo ogni errore possibile. Nessuno chiamò il 118 e la madre tentò disperatamente di afferrare il confetto nella bocca del bambino, pensando di fare del bene.
Fortunatamente, un signore di nome Angelo, appena diventato nonno, aveva seguito un corso di Disostruzione delle Vie Aeree pochi giorni prima. Questo coraggioso uomo valutò immediatamente che il bambino era in arresto cardiaco e iniziò il massaggio cardiaco prima che arrivassimo noi soccorritori. Il suo intervento fu fondamentale per ripristinare il battito cardiaco di Mattia e prevenire danni cerebrali irreversibili.
Quell'episodio mi fece comprendere quanto sia essenziale la formazione dei cittadini nelle manovre salvavita. Purtroppo, la maggior parte delle persone non è preparata ad affrontare tali situazioni, e in Italia, molti bambini perdono la vita a causa di incidenti come quello di Mattia.
Da quel giorno, nacque in me il desiderio di fare di più. Decisi di creare qualcosa che potesse diffondere la conoscenza su queste importanti competenze. Iniziai lentamente, supportato dalle associazioni di categoria e dal volontariato, a promuovere le manovre di disostruzione delle vie aeree e le manovre salvavita per l'arresto cardiaco.
Ricordo quando inizialmente venivo deriso da coloro che pensavano che non avrei mai potuto cambiare la mentalità delle persone. Ma oggi, dopo pochi anni, sono il Presidente dell'Associazione Rianimazione, che si impegna a diffondere la cultura del soccorso e delle manovre salvavita. Grazie al sostegno di professionisti che credono in me, stiamo cercando di sradicare le credenze popolari pericolose, come "non faccio il massaggio cardiaco altrimenti mi denunciano" o "meglio aspettare che arrivi l'ambulanza".

Fino ad oggi, abbiamo formato più di 1000 persone e continueremo a farlo con passione, umiltà e determinazione. Ho dato il mio meglio per rendere concreta un'idea che ho custodito nella mia mente fin da quando ero bambino. Se riceviamo sempre più richieste e testimonianze di persone salvate grazie alla nostra formazione, significa che stiamo facendo un ottimo lavoro.

Nei nostri corsi riserviamo sempre dei posti gratuiti ai familiari delle vittime colpite da arresto cardiaco e/o ostruzione delle vie aeree, nonché a coloro che in famiglia sono a stretto contatto con bambini cardiopatici,  persone con disabilità o con fragilità economiche.

La nostra missione è quella di diffondere la conoscenza e salvare vite, e continueremo a farlo abbattendo tutte le barriere possibili, mettendoci tutto il nostro cuore.